Come cucinare la soia gialla

Oggi parliamo di un legume particolare, ben conosciuto soprattutto tra vegetariani e vegani ma che può essere una buona alternativa ai legumi più classici, anche se come tutti i legumi deve essere consumato a rotazione.

Sempre più persone si chiedono come cucinare la soia gialla, questo legume nutriente e protettivo ricco di fitoestrogeni e flavonoidi, così ho deciso di dedicarci un intero articolo.

In linea di massima valgono i principi base che ho scritto nell’articolo su come cucinare i legumi, ma con alcune accortezze: andiamole a vedere.

Come cucinare la soia gialla

Per cominciare, è fondamentale che la soia gialla che hai scelto derivi da coltivazione biologica: acquistala sempre nei negozi specializzati in alimenti naturali, oppure, se la trovi al supermercato, accertati che sia certificata BIO.

Un negozio online dove puoi trovare soia 100% BIO è TiBioNa

La soia gialla necessita di un ammollo di 24 ore, quindi ricordatene sempre il giorno prima altrimenti la semplice cottura non sarà sufficiente ad ammorbidirla; in alternativa, puoi cavartela con sole 12-15 ore di ammollo utilizzando acqua calda scolandola diverse volte.

L’acqua d’ammollo va gettata e la soia deve essere messa a cuocere in una pentola con coperchio a fuoco basso e non troppa acqua: con il tempo saprai regolarti ad occhio.

Considera che la soia necessita di un tempo di cottura di circa un paio d’ore, in realtà molto variabile a seconda della provenienza e del tipo di pentola utilizzata: un legume resistente alla cottura e cotto in una pentola normale può richiedere anche 3 ore di cottura, mentre uno più morbido preparato in pentola a pressione può facilmente dimezzare il tempo di cottura.

La soia, come tutti i legumi, è davvero pronta quando è tenera e non croccante, quasi che tende a sfaldarsi: in questo modo risulterà anche decisamente più digeribile.

E’ inoltre sempre meglio non scolarla: se ci sembra pronta ed è rimasta un po’ d’acqua, basta farla bollire a fuoco alto senza coperchio e in 5 minuti l’acqua in eccesso sarà sparita, ma non la maggior parte dei micronutrienti e altre sostanze utili che altrimenti, scolandola, andrebbero persi – e con loro anche buona parte del sapore.

 

Vuoi scoprire come puoi rendere più sana la tua dieta grazie ai legumi?
Clicca qui e scarica l’ebook omaggio che ho preparato per te!

 

 

Condimento

La soia può essere condita in mille modi: per conservarne il carattere “orientale” possiamo insaporirla con una spolverata di curcuma o zenzero, oppure può accompagnare la pasta (a mio avviso, pasta e soia batte sotto ogni punto di vista la nostrana e tradizionalissima pasta e ceci), o ancora essere consumata al naturale, con un filo d’olio extravergine d’oliva. Ricorda che il condimento di legumi, cereali e spezie lascia spazio ad ogni fantasia in cucina!

 

Per concludere

La soia è un legume, con le sue proprietà e le sue carenze: non deve quindi essere eletta ad alimento sacro ed essere consumata ogni giorno, ma deve costituire uno dei tanti alimenti che compongono la nostra dieta, che comprende sì i lche però devono essere consumati a rotazione (magari lasciando più spazio a quelli più nutrienti, come i fagioli neri e le lenticchie).

Questo perché si tratta di un legume particolarmente ricco di fitati, cioè sostanze antinutrienti che limitano l’assorbimento di alcuni minerali (ne parlo anche qui a proposito dello zinco).

Questo articolo per me ha un duplice obiettivo: mi piacerebbe che le persone si rendessero conto di quanto possa essere delizioso un piatto basato su alimenti semplici e naturali, come la soia, piuttosto che uno “di moda” basato sui derivati della soia stessa, che purtroppo troppo spesso passano come sani: parlo delle varie bistecchine di soia, salse di soia e via dicendo.

Anche il latte di soia, pur essendo meglio di quello vaccino, non regge il confronto con altri sostituti vegetali molto più nutrienti come il latte di cocco o di mandorle.

Sono prodotti ristrutturati, nutrizionalmente impoveriti, straricchi di sale e se vogliamo anche poco appetibili.

Una precisazione: si parla di soia gialla per distinguerla dalla soia nera, più rara e costosa, e queste sono le uniche due varietà di soia esistenti. La soia verde e quella rossa sono impropriamente chiamate così in quanto sono dei fagioli chiamati rispettivamente fagioli mung e fagioli azuki.

E tu in quali preparazioni utilizzi la soia gialla? Lascia un commento qui sotto!

Opt In Image
Soffri di Stanchezza?

23 Commenti

  1. Rosaria 5 October 2013
    • Alessandro Gandini 5 October 2013
  2. Vale 26 January 2014
    • Alessandro Gandini 26 January 2014
  3. Gilda MAzzucchi 14 February 2014
  4. maria rosa 25 March 2014
    • Alessandro Gandini 26 March 2014
  5. patrizia 26 March 2014
    • Alessandro Gandini 26 March 2014
  6. elena 27 March 2014
    • Alessandro Gandini 27 March 2014
      • Federica 3 October 2014
        • Alessandro Gandini 8 October 2014
  7. Raffaella 27 May 2014
    • Alessandro Gandini 27 May 2014
  8. Zaira 18 June 2014
    • Alessandro Gandini 18 June 2014
  9. Michele 3 August 2014
    • Alessandro Gandini 12 August 2014
  10. mauro 12 August 2014
  11. Roberta 10 February 2015
    • Alessandro Gandini 11 February 2015

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *